Pubblicato da autoemotoinrosa su Agosto 6, 2008

Torno a parlare dei biocarburanti visto il loro crescente consumo negli ultimi due anni. Il biocarburante più diffuso è l’etanolo che copre l’80% di richiesta mentre il biodiesel si attesta al 16%. Comunque la domanda a livello mondiale sta crescendo rapidamente. Nel 2006 gli automobilisti hanno consumato 38 milioni di tonnellate di biocarburante. Da qui è scattata un’idea da parte di un ingegnere e di un imprenditore ed è nato il Micro Fueler. Il Micro Fueler è una pompa che produce etanolo direttamente nel vostro giardino.
Funziona in questo modo: si versa dello zucchero o dell’alcool nell’apparecchio e si aggiunge l’acqua. Dopo due giorni il carburante è pronto grazie al processo di fermentazione. Nel filmato di presentazione l’apparecchio è descritto come qualcosa a metà strada fra una lavatrice ed una pompa di benzina. Tom Quinn, l’imprenditore, afferma che l’invenzione può produrre 35 galloni (132 litri) di etanolo la settimana. Da quando è stato presentato ( a maggio) si è creata una lunga coda per l’acquisto del Micro Fueler anche se il costo non è proprio abbordabile…10.000$, sarà forse l’inizio della fine dell’era del petrolio?
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Pubblicato da autoemotoinrosa su Giugno 3, 2008
Visto l’ultimo commento e l’attuale vertice della FAO, colgo l’occasione per parlare dei biocarburanti. Il biocarburante è un propellente che viene prodotto in modo indiretto dalle biomasse: grano, mais, barbabietola, canna da zucchero…etc. Chiaramente questo tipo di carburante, essendo ricavato da vegetali, influirebbe in misura minore rispetto ai caburanti di origine fossile al riscaldamento globale.
Il problema è la trasformazione del terreno agricolo in terreno utilizzabile per produrre cibo destinato a essere bruciato, in un mondo in cui 854 milioni di persone soffrono la fame e un bambino su dieci muore per malnutrizione. Per questo motivo le Nazioni Unite condannano severamente l’uso dei raccolti di cereali per produrre carburante alternativo alla benzina, i biocarburanti sono accusati di ridurre la disponibilità di derrate alimentari e di aumentare la fame nel mondo.
Oggi a Roma al summit della FAO si è toccato anche questo argomento, infatti il segretario delle Nazioni Unite ha presentato un piano d’azione globale con le indicazioni per fronteggiare la crisi alimentare e l’aumento dei prezzi. I principali imputati dell’aumento dei prezzi delle derrate alimentari sono gli Stati Uniti a causa dei loro incentivi per la produzione di biocarburanti. Ma il segretario del Dipartimento dell’Agricoltura Americano, Ed Shafer, ribatte a Roma: “i biocarburanti incidono solo per il 3% sull’aumento dei prezzi dei generi alimentari, ed in questo momento si stanno riducendo le sovvenzioni per la loro produzione, arrivate a 51 centesimi per gallone”.
Comunque si stanno cercando dei vegetali non coinvolti nella catena alimentare per la produzione di biocarburanti. Ad esempio negli USA si stanno studiando delle alghe che produrebbero etanolo e sarebbe stata trovata una specie di palma malese che produrebbe un olio ( non utilizzabile per l’alimentazione umana) da cui far derivare biodiesel.
Siccome avrete capito che come il blog madreterra anche a questo blog sta a cuore il futuro del nostro pianeta, vi continuerò ad informare sui risvolti delle vicende internazionali riguardanti i biocarburanti.
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