Auto e moto in rosa

Condivisione di saperi sui motori

Archive for the ‘esperienze’ Category

Verifichiamo le nostre conoscenze in caso di neve

Posted by autoemotoinrosa su dicembre 10, 2008

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Non c’è più niente da fare!

Posted by autoemotoinrosa su ottobre 22, 2008

Purtroppo è stata dichiarata la morte della mia macchinetta…perde liquidi da ogni parte. Andrà al patibolo (verrà rottamata) appena il governo approverà gli incentivi per la rottamazione perchè purtroppo è stata immatricolata nel lontano ’99 e per adesso gli incentivi vengono erogati solo per quelle vetture immatricolate prima del 1997. Speriamo che il governo li approvi al più presto…non lo dico solamente perchè ho un evidente fine personale…ma anche per incentivare il mercato delle auto che è fermo da qualche mese.

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Temperatura dell’acqua

Posted by autoemotoinrosa su settembre 28, 2008

Non so se avete mai fatto caso ma nel cruscotto accanto al tachimetro, c’è un indicatore con un termometro. Quello indica la temperatura dell’acqua del radiatore. In genere la lancetta non dovrebbe superare la metà della scala graduata. Dovete sapere che la temperatura dell’acqua va tra gli 80° e i 100°.

Ieri mentre andavo al supermercato questa lancetta è arrivata quasi sul rosso (130°) e fra un pò non fondevo o bruciavo la guarnizione della testa del motore (costo presunto 600€…). Alchè il mio ragazzo ha tirato un urlo e abbiamo spento subito il motore. Grazie alla conformazione della strada (eravamo in discesa) siamo giunti al supermercato in folle. Lì aperto il cofano (dopo aver aspettato un po’, per evitare che eventuale acqua in ebollizione ci schizzasse addosso), piano piano abbiamo aperto il tappo del serbatoio dell’acqua. Non c’era più acqua nel radiatore!!!. Allora abbiamo comprato dell’acqua distillata al supermercato (almeno 2litri) e l’abbiamo aggiunta, dopo a casa abbiamo anche messo un po’ di antigelo.

Morale della favola: per evitare che la vostra auto fumi dal cofano come nei film americani, ogni tanto controllate il livello dell’acqua del radiatore e buttate di tanto in  tanto un occhio sull’indicatore della temperatura.

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CID o non CID?

Posted by autoemotoinrosa su luglio 28, 2008

Il CID (Constatazione Amichevole d’Incidente – denuncia di sinistro) o modulo blu è un documento che viene rilasciato in genere dalle compagnie di assicurazioni quando stipulate l’RC auto, e va compilato in caso di incidente con un altro veicolo a motore.

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 Si utilizza un solo modulo per entrambi i veicoli coinvolti nel sinistro (oppure 2 moduli per il caso che nel sinistro siano coinvolti 3 veicoli, e così via). Il modulo può essere fornito da una qualsiasi delle parti. Se il modulo è sottoscritto anche dall’altro conducente esso vale come constatazione amichevole di incidente.

Nel caso in cui il conducente dell’altro veicolo non accetti di sottoscrivere anch’egli il modulo, si dovrà compilare integralmente il modulo stesso per la parte relativa al proprio veicolo (veicolo A), mentre per la parte relativa al veicolo della controparte (veicolo B) sarà sufficiente rispondere alla domanda n. 7 ed indicare al n. 8 la denominazione della Compagnia di assicurazione. Vanno completate le informazioni di cui ha bisogno l’assicuratore compilando il modulo anche sul retro.

2. precisare dove è avvenuto l’incidente, in un agglomerato urbano, su una strada principale, in autostrada, in un parcheggio o su una strada non asfaltata.

5. indicate con precisione i loro dati personali. Le loro deposizioni possono essere decisive. I passeggeri dei veicoli incidentati non possono essere considerati quali testimoni.

9. si deve precisare la sua identità, se lo stesso non coincide con l’assicurato.

10. indicare con precisione sulla sagoma del veicolo ivi riprodotta il punto di urto iniziale

11. in questo spazio indicate tutti i danni che al momento potete rilevare al vostro veicolo. Indicate tuttavia l’annotazione “con riserva” se non siete sicuri d’aver notato veramente tutto o se apparentemente non constatate alcun danno.

12. apponete una crocetta unicamente alla/e casella/e che corrispondono alla reale situazione nell’incidente

12bis. indicare il numero totale delle caselle segnate;

13. in questo riquadro cercare di schematizzare in maniera fedele e precisa con uno disegno la dinamica dell’incidente

14. qui è possibile indicare gli eventuali punti con i quali non si concorda con l’altro conducente o più in generale altre situazioni oggettive (per es.: conducente in stato di ubriachezza, veicolo fermo in sosta forzata senza apposizione del triangolo, ecc.).

 

CONSIGLI!!!!

 1) Non fatevi ingannare da personaggi che a prima vista possono apparire intenzionati a darvi ragione ma che poi fanno di tutto per non compilare il CID. Alle frasi “si, ma poi ci mettiamo d’accordo, non facciamo intervenire l’assicurazione, ci vediamo domani…etc.” non fatevi abbindolare compilate il CID e fateglielo firmare possibilmente.

2) Fate sempre foto del danno alla macchina o allla moto

3) Se avete l’assicurazione con assistenza legale, non fidatevi ciecamente del legale dell’assicurazione (lui cerca di far pagare meno l’assicurazione).

4) Se vi fate male ricordatevi che i certificati del dottore della mutua non valgono nulla. Fatevi visitare da specialisti.

 Questi sono solo dei miei consigli dettati dall’esperienza…se sapete o volete dire altro commentatemi!

 

 

 

 

 

 

 

 

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L’autostrada: una giungla selvaggia

Posted by autoemotoinrosa su luglio 18, 2008

Oggi ho fatto il mio solito tratto di autostrada (50 km di Autostrada dei Fiori) e me ne sono successe di tutti i colori! Innanzitutto ero nella corsia di sorpasso e in fila davanti a me c’era un camioncino, ad un certo punto ho sentito come un vaso di cristallo che si rompeva sul mio tettuccio…guardo dallo specchietto retrovisore e vedo qualcosa di nero grande come una bottiglietta d’acqua che rimbalza sull’asfalto. Meno male che non ho una decapottabile…altrimenti non sarei qui ad annoiarvi! Del borlo sull’auto non mi preoccupo ( tanto non sono abbastanza alta per vederlo!)

Dopo un pò ero sempre sulla corsia di sorpasso che passavo una lunga colonna di camion o autoarticolati, quando il tir che sta a fianco a me frena senza motivazione apparente e il camion subito dietro (manco 5 metri di distanza) per un pelo non lo tampona e non schiaccia la mia automobilina 100% pura plastica. Neanche questa volta però sono riusciti a schiacciarmi come una sottiletta Kraft. Ma non esistono le distanze di sicurezza anche per i camion?

La terza cosa strana che mi è capitata di vedere vi lascerà senza parole. Ho avuto dietro un’auto dei Carabinieri per buoni 10 minuti. Vedevo dallo specchietto retrovisore che continuava a zig zagare dietro di me…ho guardato meglio e dentro c’era un carabiniere che litigava animatamente al cellulare senza l’auricolare…Ma le regole non valgono per tutti? Ma poi almeno loro non dovrebbero dare il buon esempio?

La strada è un pò una metafora della vita…cerchi di fare gli interessi tuoi e non ti curi degli altri! (tanto sono sempre i più deboli che ci rimettono!).

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Differenze affettive!

Posted by autoemotoinrosa su luglio 12, 2008

Vendere la propria auto non è facile per tutti, ancora meno per le donne. Non so se ci avete mai fatto caso ma chi si affeziona di più al proprio mezzo di solito sono le donne, le quali fanno fatica a separarsi dalla propria compagna di avventure tanto che cercano di adoperarla il più a lungo possibile (anche se non si occupano molto della sua manutenzione…).

Gli uomini invece,  tengono tantissimo al proprio mezzo, al fatto che sia pulito e splendente e senza una riga o un’ammaccatura, di solito se ne separano dopo pochi anni (o mesi) per “tradirla” (la vettura) con un ultimissimo modello nuovo fiammante. Due diverse tipologie affettive verso i propri inseparabili compagni di viaggio, un amore duraturo anche senza troppe attenzioni contro un amore effimero ma pieno di cure!

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Battiamoci per un design più intuitivo!

Posted by autoemotoinrosa su maggio 29, 2008

Qualche post fa mi sono lamentata della poca ergonomicità ed affordance di alcuni oggetti della mia autovettura ed ho espresso un commento negativo verso chi progetta questi oggetti. Dopo aver letto “La caffettiera del masochista” di Norman però mi sono ricreduta del design e degli strumenti delle auto. In effetti sono molto più semplici ed intuitivi di altri oggetti di uso quotidiano. Concordo con Norman sulla poca affordance delle porte in genere ed in particolare delle porte nei treni (uno non sa mai se spingere, tirare, schiacciare un bottone invisibile ad occhio nudo, saltare per farsi vedere dalla fotocellula (nei rarissimi casi capitaste in un treno nuovo)).  Spesso una progettazione poco coerente con il funzionamento della mente umana rende un oggetto difficile da usare. Norman da la colpa dei nostri fallimenti e delle nostre gaffe ai progettisti. Quindi la prossima volta che fate una gaffe, come per esempio non riuscire ad aprire uno sportello di un’auto non vostra o il tappo della benzina, sentitevi meno in imbarazzo e date la colpa al designer!

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Non chiedete aiuto, tanto non vi sarà dato!

Posted by autoemotoinrosa su maggio 27, 2008

Vorrei raccontarvi un fatto strano, avvenuto nel campus universitario di Savona. Dopo una lunga giornata di lezioni io e altre quattro ragazze ci dirigiamo verso la macchina per tornare ai nostri lidi. Ci attendeva però un’amara sorpresa! La ragazza proprietaria dell’auto aveva dimenticato le luci di posizione accese per tutto il giorno, ragion per cui si era scaricata la batteria. All’inizio abbiamo preso la vicenda in allegria, tanto il bidello ci avrebbe aiutate dandoci i cavi per far partire l’autovettura. Purtroppo però era tardi e non c’era più! Intanto, mentre cercavamo aiuto, tutti i nostri compagni di corso si sono dileguati. Allora abbiamo iniziato a chiedere aiuto agli ultimi ragazzi  che stavano andando via dal campus, ma non abbiamo trovato nessuno che avesse nella macchina i cavi da collegare alla batteria e comunque dovevamo proprio buttarci in mezzo alla strada per farli fermare! 

Dopo svariati tentativi e tre gruppi di ricerca che hanno scandagliato in lungo e in largo tutto il campus finalmente troviamo una ragazza che possiede questi cavi! Il problema però era che nessuna di noi cinque sapeva come usarli! Allora abbiamo continuato il nostro metodo quasi-suicida per fermare le macchine di ragazzi che andavano via ma nessuno di loro (ingegneri, periti elettronici…etc) sapeva come usarli ( e nessuno di loro è e sceso dalla macchina!). Alla fine ci siamo arrangiate da sole e abbiamo collegato i cavi alla vettura della ragazza che ce li aveva prestati e dopo qualche sbaglio e qualche paurosa e pericolosa scintilla, la macchina finalmente è partita!

Quel giorno ho imparato che anche nelle piccole cose devi saper fare tutto da te senza l’aiuto di nessuno, infatti non dico che qualcuno fra la trentina di ragazzi fermati poteva darci una mano per cavalleria , però poteva farlo per solidarietà umana come ha fatto la ragazza che ci ha prestato i cavetti.  L’indifferenza regna purtroppo nella nostra società ma almeno all’interno di un campus, fra studenti ci si dovrebbe aiutare. Solidarizzare sul web è bello ma è anche importante nella vita reale!

 Trovate le istruzioni per far partire le macchine con la batteria scarica qui!

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Due parole non sono mai troppe!

Posted by autoemotoinrosa su maggio 11, 2008

L’altra settimana mio papà mi ha perso il tappo della benzina della mia macchinetta. Allora sono andata dal meccanico che me ne ha messo uno nuovo ( 20 € tanto per essere precisi). Pago, ringrazio, e poi il meccanico mi dice: “Ah dimenticavo la chiave!”

No…! la chiave No! già ho un portachiavi da mezzo kg mi ci mancava un’altra chiavetta. Ma poi oggi a cosa serve la chiave per il tappo della benzina? Lo sportellino del serbatoio si apre solo con una leva all’interno dell’abitacolo!

Dopo qualche giorno vedo che sono alla fine della riserva di benzina allora metto 20€ nel primo distributore che incontro, vado con la chiavetta ad aprire questo tappo nuovo fiammante e…niente non si apre! La chiave gira a vuoto. Provo a girare a destra, a sinistra, facendo pressione…niente non si apre! Erano le nove di sera e il benzinaio non c’era. Attimo di panico, mi sento la persona più imbranata del mondo. Come torno a casa? Devo chiedere aiuto a qualche altro automobilista.

Il primo interpellato mi guarda con un’espressione che vuole significare “ma se non sai usare la tua macchina non andarci neanche in giro”, poi per circa due minuti gira la chiavetta a vuoto e poi mi dice “Non si apre! (bella constatazione!) scusa ma ho fretta!” e va via. Il secondo, chiamato gentilmente in causa, mi guarda questa volta con uno sguardo dubbioso del tipo “mi sa che hai chiesto alla persona sbagliata!” e anche lui compie i famosi giri a vuoto per poi defilarsi. Intanto alzo la pompa della benzina e riaggancio subito per prendere la ricevuta della benzina dalla macchinetta così l’indomani sarei tornata a ritirare i miei 20€.

Per fortuna però ho incontrato un terzo homo, questa volta sapiens, che mi ha aperto il tappo, mi ha finalmente spiegato quello che doveva dirmi il meccanico al momento della consegna della chiavetta, cioè: “Guarda, devi girare di 15° a destra e mantenendo questa posizione girare il tappo verso sinistra!”. Va bene che la benzina costa cara ma custodirla dentro un caveau di una banca svizzera! Questo sistema è sicuramente frutto dell’ingegno di una mente maschile, pronta a complicare la vita degli altri e a far passare me medesima come l’imbranata dell’anno (anche se il premio va condiviso con passante numero 1 e 2!)

Se la stessa cosa fosse successa ad un uomo non sarebbe stato trattato come un deficiente totale ma avrebbe ricevuto solidarietà maschile!

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L’ultima passeggiata notturna!

Posted by autoemotoinrosa su maggio 11, 2008

pubblicità Vespa

Ho giurato a me stessa che questa sarà l’ultima volta che rimango a piedi! Vi spiego subito la scena: una sera vado a fare la baby sitter con la mia nuova e fiammante Vespa 125 (nemmeno 1000 km), niente da dire per quanto riguarda il viaggio di andata, la sorpresa purtroppo è arrivata alle 2 di notte durante il viaggio di ritorno! Infatti non partiva nè manualmente nè con tutti i miei 50 kg sulla pedivella. Subito ho pensato che la batteria fosse scarica anche se la Vespa non aveva neanche un anno, allora siccome abito in Liguria, terra di scoscese salite e ripidissime discese, e siccome mi trovavo in cima ad una di queste chine, ho pensato di scendere per cercare di farla partire in movimento. Purtroppo è stato un tentativo vano, neanche dopo una discesa del genere la batteria si è caricata!

Allora ho dovuto abbandonare il mio scooter in mezzo alla strada e incominciare ad assaporarmi la passeggiata di 2 km verso casa visto che non me la sentivo proprio di svegliare mio papà nel cuore della notte e visto che il peggiore incontro che posso fare ad Alassio di notte a marzo è un chiwawa che si è smarrito.

Il giorno dopo vado a recuperare la mia adorata Vespa e la porto a piedi dal meccanico. L’esperto interpellato scuote la testa e mi dice:”Signorina, lei usa male la sua moto!”. Ed io ferita nell’orgoglio penso ingenua fra me e me “ma se non ha neanche un graffio!”. Il meccanico continua dicendomi che non ci devo fare solo brevi viaggi ma ogni tanto anche viaggi di una ventina di km per caricare completamente la batteria. Sinceramente amareggiata non vedo perchè devo consumare tutta questa benzina a) perchè la benzina costa tantissimo e b) perchè devo inquinare l’ambiente invano?

Comunque non soddisfatta poi mi sono un pò informata ed ho visto che nel mio modello di Vespa non è possibile spegnere il faro. Siccome con una legge del 2003 si stabilsce che in moto bisogna stare giorno e notte con le luci accese, la Piaggio ha pensato bene di eliminare il pulsante per l’accensione e lo spegnimento delle luci. La Vespa può solo avere il faro acceso e questo succhia tanta energia al momento dell’accensione. Non vi preoccupate però…si puo modificare…!

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